Thierry Cohen

Thierry Cohen was born in 1963 and lives and works in Paris. He is represented by GalerieEstherWoerdehoff in Paris.

www.thierrycohen.com

The work below “Darkened Cities” will be showed at:

Esther Woerdehoff Gallery – 36 rue Falguière, Paris
From November 8 until December 22 – 2012
Paris Photo, Esther Woerdehoff
November 15 – November 18, 2012
His book Villes éteintes will be published by Marval Publisher.
Date of issue: November 16, 2012
96 pages, 31 plates – 21x30cms, Hardcover

 

All Images Copyright © Thierry Cohen – Published with permission of the author.

I quote a paragraph written by FRANCIS HODGSON: “In Thierry Cohen’s Darkened Cities, we see bright night skies over cities. Actually, what we’re seeing is the opposite. These are the skies that we don’t see. Before these pictures can exist, the sky from one place has to be superimposed upon cityscape from another. It is impossible to see this detail in the night sky above a city. Atmospheric and light pollution combine to make looking into the urban sky like looking past bright headlights while driving. By travelling to places free from light pollution but situated on precisely the same latitude as his cities, Cohen obtains skies which, as the world rotates about its axis, are the very ones visible above the cities a few hours earlier or later. To find the right level of atmospheric clarity, Cohen has to go into the wild places of the earth, the Atacama, the Mojave, the western Sahara.

Riporto un paragrafo scritto da FRANCIS HODGSON: “Nelle ‘Città Oscure’ di Thierry Cohen vediamo cieli notturni luminosi sopra le città. In realtà, quello che stiamo vedendo è l’opposto. Questi sono i cieli che non vediamo. Per fare in modo che quese foto esistessero, il cielo di un luogo è stato sovrapposto al paesaggio urbano di un altro luogo. È impossibile vedere questi dettagli nel cielo notturno sopra una città. L’iInquinamento atmosferico e luminoso si combinano in modo tale che guardare il cielo urbano sia come guardare oltre i fari luminosi durante la guida. Cohen viaggia in luoghi esenti da inquinamento luminoso che si trovano proprio alla stessa latitudine della città che vuole fotografare, ottenendo un cielo che (dal momento in cui il mondo ruota attorno al proprio asse) sarebbe stato lo stesso visibile sopra la città. Per trovare il giusto livello di chiarezza atmosferica, Cohen deve andare a cercare il cielo nei luoghi più selvaggi della terra, dall’Atacama, al Mojave, al Sahara occidentale.

As more and more of the world’s population becomes urban, and as we lose our connection with the natural world, so it becomes plain that damage is caused by light pollution. There may be connections to certain cancers, and there are psychological burdens of permanent day. The ‘city that never sleeps’ is made up of millions of individuals breaking natural cycles of work and repose. Lose sight of the sky, and you become a rat in a lab. Cohen hasn’t simply shown us the skies that we’re missing. His cities look dead under the fireworks display above No lights in the windows, no tracers of traffic. They are (in fact) photographed in daylight, when lights shine out less brightly. In urban mythology the city teems with energy and illumines everything around it. Cohen’s pictures are crafted to say the opposite. These are cold cities, cut off from the seemingly infinite energies above.”

La popolazione del mondo è diventata dempre più ‘urbana’ e si è  man mano persa la connessione con il mondo naturale, facendo risultare normale il danno causato dall’inquinamento luminoso. Ci possono essere collegamenti con alcuni tipi di cancro e ci sono fardelli psicologici del ‘giorno permanente’. La città che non dorme mai è composta da milioni di individui che rompono i cicli naturali di lavoro e di riposo. Perdi di vista il cielo e diventerai un topo in un laboratorio. Cohen ci ha semplicemente mostrato il cielo che ci manca. Le sue città sembrano morte sotto i fuochi d’artificio che si trovano sopra nessuna luce alle finestre e nessun tipo di traffico. Essi sono (in realtà) fotografati in luce diurna, nelle ore in cui le luci brillano meno vivaci. Nella mitologia urbana la città pullula di energia e tutto intorno si illumina. Le immagini di Cohen sono realizzate per dire il contrario. Queste sono città fredde, tagliate fuori dalle energie apparentemente infinite sopra.”

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