Andreas Gefeller

Andreas Gefeller was born in Düsseldorf (Germany) in 1970. He lives and works in Düsseldorf.

www.andreasgefeller.com

 

For those in Germany these days, Andreas Gefeller is going to open his new soloshow “Blank” at the Thomas Rehbein Galerie, Köln (Cologne, Germany)

September 7 – October 13, 2012
Opening September 7, 6-9 pm
in connection with DC Open (joint gallery opening)

Aachener Straße 5
50674 Köln

 

26 years have passed since the tragedy of Chernobyl, time in which many photographers have ventured into the ruins to document what was left. Andreas Gefeller’s work “Halbwertszeiten” was shot 16 years ago but somehow it would seem that today more than ever before it shows with amazing clarity both the time that sort of froze right after the 1986 disaster, and the current conditions of the area after a quarter of a century. This is what Gefeller says about his work: “Together with fellow photographer Kerstin Braun, I travelled throughout the Ukraine in 1996, ten years after the nuclear catastrophe of Tschernobyl. Aim of this journey was to photographically record the effects of this worst case scenario and the remaining traces of radioactive contamination without making use of common clichés, as were propagated by the media at the time. In the resulting work ‘Halbwertszeiten’ (half-life), radioactivity becomes almost visible, not least on account of the bright and irradiating colors.”

Sono passati ventisei anni dalla catastrofe di Chernobyl, durante i quali tanti fotografi si sono avventurati per documentare ciò che ne è rimasto. Il lavoro di Andreas Gefeller “Halbwertszeiten” (Vita a metà) è stato scattato sedici anni fa ed oggi, forse più di allora, ci mostra con chiarezza l’immobilità del tempo rispetto a quanto avvenuto a seguito del disastro del 1986 e rispetto a ciò che Chernobyl è ancora oggi nel 2012. Questo è qanto ci racconta l’autore: “Nel 1996 ho attraversato l’Ucraina insieme all’amica fotografa Kerstin Braun, dieci anni dopo l’esplosione di Chernobyl. Lobiettivo di quel viaggio era di registrare fotograficamente la catastrofe e le rimanenti tracce della contaminazione radioattiva senza fare l’uso di comuni clichés, come stavano facendo i media al tempo. Nel risultato del lavoro ‘Halbwertszeiten’, la radioattività è diventata quasi visibile e la si può notare nei colori luminosi ed irradianti registrati dalla pellicola.”

 

All Images Copyright © Andreas Gefeller – Published with permission of the author.

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