Alessandro Imbriaco

Alessandro Imbriaco was born in 1980 in Salerno (Italy) and now lives in Rome. He is working for the Italian photo-agency Contrasto. The author is the winner of The European Publishers Award for Photography 2012.

www.alessandroimbriaco.com

 

The series I am presenting today is called “Casalino 900”, which is part of a larger project called “Temporary Autonomous Zone”. This is what the author has to say about his projects: “The project is envisioned as a discontinuous mapping of alternative housing models that exist in and around Rome.  This discontinuity traces the unique expansion of these models and their essentially transitory nature.  It is a rethinking of the concept of abusivismo, (understood here not only as unauthorized occupation of a space, but also as the transformation of the space itself, of its functions and aesthetic order) as generator of  détournement, and dérive and therefore incompatible with the illusion of city planning.  The dérive is wide-ranging: it can be an ex-factory transformed into cooperative housing, the arches of an ancient aqueduct transformed into the ceiling of a temporary settlement, or abandoned places in the suburbs that have been reconverted from non-places to campsites for nomadic communities.  The idea of the project is to “flush out” these spaces in order to place them on an ideal map.  This map closely examines the existence of a Rome that is more than a city imagined and planned by contractors and realtors. Casalino 900 is a vast area in the outskirts of Rome, which at the end of World War II was illegally occupied by southern Italian migrants in search of work. The place became a slum. Gradually, as migrants found their way into society, the site was abandoned to then become occupied by Gipsy communities from the ex – Yugoslavia. It eventually got to be one of the largest camps in Europe. Ironically the new residents of this area were living in the same misery conditions of the first migrants 50 years ago: no running water, no electricity, no sewer system. In February 2010 the city of Rome has completely leveled the field.”

La serie che presento oggi è intitolata “Casalino 900”, che è parte di un progetto più grande chiamato “Temporary Autonomous Zone”. Questo è quanto ci racconta l’autore sui suoi lavori: “Il progetto è stato immaginato come una mappatura discontinua dei modelli alternativi di alloggiamento che esistono all’interno ed intorno a Roma. Questa discontinuità ripercorre l’unica espansione di questi modelli e la loro natura essenzialmente transitoria. Si tratta di un ripensamento del concetto di abusivismo, (qui inteso non solo come non autorizzata occupazione di uno spazio, ma anche come trasformazione dello spazio stesso, delle sue funzioni e dell’ordine estetico) come generatore di deviazioni e derive incompatibili con l’illusione dell’urbanistica. La deriva è ampia: può essere un’ex-fabbrica trasformata in cooperativa edilizia, le arcate di un acquedotto antico trasformate in soffitto di un insediamento temporaneo, o posti abbandonati dei sobborghi che sono stati riconvertiti da non-luoghi a campeggi per comunità nomadi. L’idea del progetto è di “scovare” questi spazi per metterli su una mappa ideale. Questa mappa esamina attentamente l’esistenza di una Roma che è più di una città immaginata e progettata da imprenditori e agenti immobiliari. Casalino 900 è un’enorme zona della periferia di Roma, che alla fine della seconda guerra mondiale fu occupata abusivamente da immigrati del Sud in cerca di lavoro. Il posto fu trasformato in una baraccopoli. Gradualmente, man mano che gli immigrati cominciarono a inserirsi nella società, il luogo fu abbandonato per essere successivamente occupato da comunità di zingari provenienti dall’ex Yugoslavia. E’ stato uno dei più grandi campi rom d’Europa e, la gente che ci abitava, viveva nelle stesse identiche condizioni di 50 anni fa: senza acqua corrente, senza elettricità pubblica, senza sistema fognario. Nel mese di Febbraio 2010 il comune di Roma ha completamente raso al suolo il campo.

 

All Images Copyright © Alessandro Imbriaco – Published with permission of the author.

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