Sonja Braas

Sonja Braas was born in Siegen, Germany. She lives and works in New York.

www.sonjabraas.com

 

Last weekend I was at Fano, in the Adriatic coast of Italy, attending a photography event called “Nella propria stanza” (“In your own room”), organized by a nice group of passionate people called Centrale Fotografia. During the event there were different talks about work developed in the artist’s own space and about magical realities built from scratch on tabletops (see my previous postings on Paolo Ventura -who was a guest speaker at Fano- and on Lori Nix). Today I would like to add another name to the list of artist who follow this fascinating style if we can call it so. Sonja Braas, differently from the above-mentioned artists, focuses on the mighty power of nature, and she makes it in such an splendid way that it becomes completly irrelevant that hers are small scale reproductions. There is something beyond one’s grasp in her immages that reminds me of certain litterary passages of Giacomo Leopardi. As a matter of fact Sonja presents to us a sublime nature, almost romantic (in the historic sense of the term) that drags us to reflect of terms like infinite, immense and absolute. Too difficult and ambitious for me to try to go deeper into these thoughts here. Better enjoy her beautiful work which, for the curiosity of those technique freaks, was made all in film. Enjoy

Questo week-end sono stata a Fano in occasione dell’evento “Nella propria stanza” organizzato da un bel gruppo di appassionati chiamato Centrale Fotografia, nel quale si discuteva di lavori realizzati in studio e di realtà costruite da zero sopra un tavolo, come nei casi che vi ho già proposto pochi giorni fa di Paolo Ventura (uno degli ospiti dell’evento) e Lori Nix. Oggi voglio aggiungere un altro nome a questo affascinante genere fotografico, sempre che di ‘genere’ si possa parlare. Sonja Braas a differenza dei due nomi citati prima, mette in scena la forza indomabile della natura, e lo fa con una perfezione tale da rendere quasi superfluo il fatto che le sue siano riproduzioni in scala. C’è un qualcosa di inafferrabile nelle sue immagini che mi ricorda certi passaggi letterari di Giacomo Leopardi. Sonja infatti ci presenta una natura sublime, quasi romantica (nel senso storico del temine), che ci fa riflettere sui temi dell’infinito, dell’immenso e dell’assoluto. Troppo complicato ora dilungarmi qui su questo tema. Godetevi il suo lavoro, che (per i curiosi della tecnica) è stato realizzato completamente in analogico. Enjoy.

 

All Images Copyright © Sonja Braas – Published with permission of the author.

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