Delphine Balley

Delphine Balley was born in 1974 in Romance, lives and works in Lyone. Represented by the Suzanne Tarasieve Gallery in Paris and by Bloogallery in Rome.

www.delphineballey.com

For those in Italy these days, next Friday June 27th there will be a vernissage of the artist’s works at the BLOOGALLERY in Rome (San Lorenzo, via Tiburtina 149 ROMA).

Il prossimo venerdì 27 giugno ci sarà un vernissage con i lavori dell’artista alla galleria BLOOGALLERY di Roma (San Lorenzo, via Tiburtina 149 ROMA).

 

I quote a paragraph from the Hamish Morrison Gallery‘ site that explains the work I am going to present today: “In the series “L´album de famille”, which Balley has been working on since 2002, she presents family scenes that are both familiar and strange, almost unsettling. The actors in the scenes are trapped in situations that, taken out of their context, are hard to decipher. The actors are Balley’s own relatives from her home village in Northern France. Endowed with props and accessories that include masks, splints, crutches, cravats and alice bands, the figures undergo a deformation and an alienation. Some of the characteristics or attributes that they may have in reality are shown in an exaggerated, even absurd, manner. As a result, reality and fantasy, past and fiction are mingled into surreal snapshots that still manage to reveal the individuality and singularity of each person, as well as some of their specific characteristics. The settings and backdrops of Balley’s scenes have an antiquated, dusty feel. They seem to have a musty smell, evoking memories of the past, outdated moral values, and conservative family structures. The black, heavy frames also emphasise this sense of bourgeois life, as well as recalling the manner in which family portraits are usually presented. Delphine Balley acts like a tamer, taking over the stage and directing her relatives so that a role-change takes place. She groups them in scenes that are relics of her own memories, showing the world in the way she saw it and experienced it as a child. These authentic memories and stories are then mixed with elements from fairy tales, fiction and dreams. In her role as a family portraitist, Balley refuses to grow up and take an adult, serious view of the world. Instead, she maintains the perspective of a little girl whose whole universe is the family villa and its inhabitants. Balley presents us with a mysterious world full of strange characters, complicated social relations and tragic events. However, her depictions of family traditions also make us smile. While telling her own story and revealing her relatives’ blemishes and quirks in a direct but affectionate manner, she draws a grotesque, exaggerated picture that is at the same time subjective and representative of the smallest social institution: the family”. Enjoy.

Riporto un paragrafo dal sito della Hamish Morrison Gallery che spiega il lavoro che sto per presentare oggi: “La serie “L´album de famille”, su cui Balley sta lavorando dal 2002, presenta scene che allo stesso tempo sono familiari e strane, quasi inquietanti. Gli attori di queste scene sono intrappolati in situazioni che, estrapolate dal loro contesto, sono difficili da decifrare. Essi sono parenti di Balley che vivono in un villaggio della Francia settentrionale. Dotati di puntelli e accessori che includono maschere, stecche, stampelle, cravatte e cerchietti, le figure subiscono una deformazione e un’alienazione. Alcune delle caratteristiche o degli attributi che potrebbero avere nella realtà sono qui mostrati in modo esagerato, a volte assurdo. Di conseguenza, realtà e fantasia, passato e finzione sono mescolati in istantanee surreali che riescono ancora a rivelare l’individualità e la singolarità di ogni persona e delle loro caratteristiche peculiari. Le impostazioni e i fondali delle scene di Balley hanno un’atmosfera antiquata, polverosa; sembrano avere un odore di muffa, evocando i ricordi del passato, una volta superati i valori morali e la struttura delle famiglie conservatrici. Le cornici nere e pesanti accentuano questo senso di vita borghese e ricordano anche il modo in cui i ritratti di famiglia sono solitamente presentati. Delphine Balley agisce come un domatore, prende in consegna il palco e dirige i suoi parenti, così che avviene un cambiamento di ruolo. Li raggruppa in scene che sono reliquie delle sue memorie, mostrando il mondo in un modo visto e vissuto come un bambino. Queste storie insieme ai ricordi autentici sono poi mescolati con elementi di sogni, narrativa e fiabe. Nel suo ruolo da ritrattista di famiglia Balley si rifiuta di crescere e di prendere un punto di vista adulto sul mondo. Al contrario, Balley continua ad avere la prospettiva di una bambina il cui universo è la villa di famiglia e dei suoi abitanti. L’autrice ci presenta un mondo misterioso pieno di strani personaggi, complicate relazioni sociali e tragici eventi. Tuttavia, la sua rappresentazione delle tradizioni familiari ci fanno anche sorridere. Mentre racconta la propria storia rivelando le macchie e i capricci dei suoi parenti in modo diretto e affettuoso, disegna un quadro soggettivo grottesco ed esagerato dell’istituzione sociale più piccola: la famiglia”. Enjoy.

 

All Images Copyright © Delphine Balley – Published with permission of the author.

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