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Archivio mensile:marzo 2012

Corinne Vionnet is an artist based in Switzerland. At the core of her artistic practice are topographical themes such as the social interaction between nature and humankind.

Represented by The Empty Quarter gallery , Dubai.

www.corinnevionnet.com

 

The title of this project (Photo Opportunities) means to remind us how numerous are the creative possibilities offered to us by today’s photography even without a camera in hand. As a matter of fact, the author has not taken any of the pictures used to create these images, yet she has made them her own through her personal interpretation. She has collected hundreds of pictures from a number of anonymous photographers from all over the world and, by overlapping them, she has obtained a unique vision: hundreds of points of view of the same subject blended into one image. Each of these creations would seem to show the passing of the time and the endless ant-like human activity around these landmarks, but at the same time it triggers endless reflections about mass tourism and about “democratization” and standardization of photography. In any case, it is a very interesting and beautiful piece of work of someone who, with intelligence and creativity, has profited from the many opportunities offered to all of us by today’s photography.

Il titolo di questo progetto (Photo Opportunities) ci vuole suggerire quanto numerose siano le opportunità offerte oggi dalla fotografia, persino senza tenere una macchina fotografica in mano. L’autrice infatti, non ha scattato nessuna di queste immagini, eppure, tramite l’interpretazione che ne ha dato, le ha fatte tutte sue. Ha raccolto centinaia di foto scattate da altrettanti fotografi anonimi di tutto il mondo, le ha sovrapposte ed ha ottenuto una visione unica: mille punti di vista racchiusi in una sola foto. Ogni immagine sembra mostrare lo scorrere del tempo ed il formicolare incessante della presenza umana. Questo progetto è un punto di partenza che da tanti spunti di riflessione su ciò che è oggi il turismo di massa, la democratizzazione delle immagini e l’omologazione delle stesse; pur rimanendo allo stesso tempo la bellissima opera finale di qualcuno, che con ingegno, ha saputo sfruttare una delle tante oppurtità offerte dalla fotografia.

 

All Images Copyright © Corinne Vionnet – Published with permission of the author.

 

 

 

Born 1958, La Jolla, California. Currently residing in Laguna Beach, CA

www.bradmoore.com

 

The pictures of this very thorough work were captured in the suburbs of some cities in central and southern California. These cities were built in the 50’s and the 60’s to provide housing and a future to the baby boomers generation. Brad Moore was born in one of these places. He left at some point and then returned. His research includes the buildings and the nature with which they establish a dialogue. His style is geometric, tidy and somehow static and, although very well hidden somewhere along the lines of the project, I kind of sense a provocative irony.

Le foto di questo ampio lavoro sono state scattate nei sobborghi di alcune città del centro e del sud della California. Queste città, costruite tra gli anni ’50 e ’60, hanno assicurato una casa ed un futuro ad una grande parte della generazione del dopoguerra. Brad Moore è nato in uno di questi luoghi, lo ha lasciato per tanti anni ed è poi tornato. La sua ricerca comprende gli edifici e la natura che dialoga con essi; il suo stile è geometrico, statico e pulito…e seppur ben nascosta, vedo trasparire una sorta di provocante ironia da questo progetto.

 

All Images Copyright © Brad Moore – Published with permission of the author.

Born 1974, Denmark. Lives and works in New York City

www.peterfunch.com

 

“Babel Tales” is a series of works on human relations (or the lack thereof) in big cities. Peter Funch’s project is a junction between documentary and manipulated photography. Through repetition and juxtaposition he zooms in on human similarities and collective behavior and ends up creating a strange poetic and detailed picture of our presence as both individuals and community in the public sphere. His uncanny work raises questions of reality contra fiction and challenges our notion on photography as being a depiction of a certain moment in time. Peter Funch’s work are documents of moments that never existed as they are composed of several hundred moments taken over the duration of several weeks for each piece. By shooting in the exact same position over a period of time, he is able to superimpose images on top of each other and create a fictional work base on documentary photography.” Jesper Elg. V1 Gallery, Copenhagen.

“Babel Tales” è una serie di lavori sulle relazioni umane (o sulla loro mancanza) nelle grandi città. Il progetto di Peter Funch è una congiunzione tra documentazione e fotografia manipolata. Attraverso la ripetizione e la sovrapposizione Funch si focalizza nelle similitudini umane e nei comportamenti collettivi. Attraverso la sua strana poetica ha ottenuto immagini dettagliate della nostra presenza, sia come individui che come comunità, nella sfera pubblica. Il suo inquietante lavoro solleva la questione della realtà contrapposta alla finzione e sfida la nostra concezione di fotografia come rappresentazione di una determinata frazione di tempo. Il lavororo di Peter Funch è una documentazione di istanti che non sono mai esistiti; ogni imagine è composta da migliaia di momenti raccolti dalla stessa posizione in un periodo di tempo di molte settimane. L’autore è stato poi in grado di sovrapporre le une sulle altre per creare un’immagine di pura finzione basata però sulla fotografia di documentazione.” Jesper Elg. V1 Gallery, Copenhagen.

 

All Images Copyright © Peter Funch – Published with permission of the author.

 

www.nicolvizioli.com

 

Nicol Vizioli is a young Italian photographer and painter. She was born in Rome and currently lives in London. All the galleries of her website show projects with a great aesthetic taste. Her portraits have a highly emotional sense, and they are surely the product of a very dared mind. The project hereby shown is called “Anti-Fashion Manifesto” and, as this title suggests, it is a series of portraits of women with characteristics far from what is normally acclaimed by the fashion industry. However it is somehow the imperfections and even the shady color of the skin of these women (almost ill I could say) that provide this work with a sort of humanity. This is definitely a project I had to go deeper into and one to which I feel I belong to.

Nicol Vizioli è una giovane fotografa e pittrice italiana, nata a Roma, che ora vive e lavora a Londra. Tutte le gallerie del suo sito presentano progetti di grande gusto estetico, i suoi ritratti hanno una forte carica emotiva e sono senza dubbio il risultato di una mente molto audace. Il progetto qui presentato si chiama “Anti-Fashion Manifesto”, e come ci suggerisce il titolo, si tratta di una serie di ritratti di donne con caratteristiche ben lontante da quelle osannate dal mondo della moda. Eppure i difetti, le imperfezioni, il colore della pelle di queste donne (quasi malato oserei dire) ne fanno un lavoro pieno di umanità; un lavoro che non posso fare a meno di indagare e a cui, in qualche modo, sento di appartenere.

 

All Images Copyright © Nicol Vizioli – Published with permission of the author.

Frieke Jassens is represented by BRANSCH

www.frieke.com

Click here to see her facebook profile.

 

I find the “Smoking Kids” series of Frieke Jassens remarkable. The aesthetics of these portraits would be enough to make it a beautiful work, but the surreal situation of these children in the act of smoking, make it a perfectly rounded-up project. The author’s idea was triggered by a video that many of us saw recently in youtube in which a two-year old Indonesian child amuses his entire family by enjoying one cigarette after another. It’s a quite disturbing video that highlights the cultural differences between East and West, and that makes us question our most basic beliefs. Frieke has worked-out the concept in a very smart way taking us with her images back to that era where smoking in a restaurant or in an airplane was something normal, indeed, somehow chic. It’s difficult however to be charmed by the gesture of smoking when it is a child who is doing it. If while watching these pictures you feel -even if just for a moment- in the  awkward situation of experiencing both rejection and attraction at the same time then it means Frieke has succeeded in her attempt. PS. All cigarettes used in the set are totally artificial. Good vision.

Trovo che la serie “Smoking Kids” di Frieke Jassens sia eccezionale. L’estetica di questi ritratti sarebbe bastata a farne una serie bellissima, ma la situazione surreale di questi bambini ripresi nell’atto di fumare, ne fa un progetto pienamente riuscito. L’autrice è stata ispirata da un video che molti di noi hanno sicuramente visto girare su youtube, quello di un bambino indonesiano di circa due anni che diverte tutta la sua famiglia fumandosi una sigaretta dopo l’altra. E’ un video disarmante che evidenzia quanto siano grandi le differenze culturali tra est e ovest, e che mette in discussione  anche le nostre convinzioni più basilari. Frieke ha elaborato in maniera molto intelligente il concetto, e con le sue immagini ci riporta in quell’epoca in cui fumare in un ristorante o in un aeroplano era qualcosa di normale, anzi, di bello. Si fa molta fatica però a giudicare bello il gesticolare di un fumatore quando questi è un bambino, e se per un attimo ci si trova nell’imbarazzo di provare attrazione e ripulsione per lo stesso soggetto, allora vuol dire che l’autrice è riuscita nel suo intento. PS. Le sigarette usate nel set sono totalmente artificiali. Buona visione.

 

All Images Copyright © Frieke Jassens/BRANSCH – Published with permission of the author.

Christopher Boffoli is a writer, photographer, filmmaker and artist.He currently resides in Seattle, Washington, USA.

www.cjboffoli.500px.com

 

The “Disparity” project actually has many more pictures than the ones shown here, every single one of which I consider to be an amazing shot. These are reconstructions of every day life scenes where tiny little individuals are involved with all sorts of food at real size. The very simple tasks the mini “actors” execute, acquire all of the sudden epic proportions, which is ironic when we think it is just an orange, a cup of tea, or a pack of pasta we are talking about. From my personal perspective it is exactly the playful character Christopher keeps all along his work which provides these pictures its main value. I quote the author: “Coming up with an interesting image is only half the battle – a caption that will make people smile is also a big part of my work”. With this been said, I can now only wish you a happy vision.

Il progetto “Disparity” contiene in realtà molte più fotografie di quelle qui proposte, ognuna delle quali a mio parere, perfettamente riuscita. Si tratta di ricostruzioni in miniatura di scene di vita, che ritraggono piccoli personaggi alle prese con i più svariati tipi di frutta, verdura e quant’altro; questi ultimi però, a dimensione reale. Le semplici azioni che l’autore fa compiere ai suoi “attori”, assumono talvolta un’aurea da ‘grande impresa’, cosa che difficilmente riusciamo ad associare alla vista di un’arancia, una tazza di te od un pacco di pasta. Trovo che, infatti, il principale valore di queste foto sia proprio l’aspetto ludico che Christopher ha mantenuto nel lavorare con tutti i suoi oggetti. Riporto una considerazione dell’autore: “Tirare fuori un’immagine interessante è solo metà della battaglia – riuscire ad ottenere uno scatto che faccia sorridere le persone, è una parte altrettanto grande del mio lavoro”. Considerati tali propositi…vi auguro buona visione.

 

All Images Copyright © Christopher Boffoli – Published with permission of the author.

Pedro Alvarez is represented by “Black dog represents“.

 

I find that the most interesting part of this project is the contrast between the simplicity of the subject (in this case a gesture seen every day in large cities) and its almost cinematographic representation. “Hailers” (this is the name of the series) confirms once again that very often an alert eye and a curious mind is all it takes to construct an interesting work. Personally, I always appreciate those who manage to capture through photography, painting, writing, etc all those aspects of everyday life that because of the rush or the rutine we tend to ignore, and yet they say so much about who and what we are.

Trovo che la parte più interessante di questo progetto sia il contrasto tra la semplicità del soggetto (in questo caso un gesto quotidiano nelle grandi città) e la sua rappresentazione quasi cinematografica. “Hailers” (è questo il nome della serie) è l’ennesima dimostrazione che spesso bastano solo due occhi attenti e una mente curiosa per costruire un lavoro interessante. Personalmente, apprezzo sempre molto chi riesce a immortalare con la foto, la pittura, la scrittura…tutti quegli aspetti quotidiani che per fretta od abitudine ignoriamo, e che eppure in qualche modo raccontano tanto di ciò che siamo.

 

All Images Copiright © Pedro Alvarez/Blackdogrepresents – Published with permission of the author.

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