Paolo Woods

Paolo Woods was born of Canadian and Dutch parentage. He grew up in Italy, lived in Paris and is now based in Haiti.

www.paolowoods.net

He is represented by INSTITUTE and Anastasia Gallery in New York.

 

Taken directly from Paolo Woods’ site, about his project ‘Chinafrica’:

“To quench its thirst for oil, its hunger for copper, uranium and woods, Beijing has sent out its state companies and its adventurous entrepreneurs to conquer Africa. For the 500.000 Chinese who have emigrated to the ‘dark continent’ there is the promise of a 21st century Wild West. Some have struck gold and run large conglomerates that span whole regions of Africa, others are still selling their cheap goods on the burning hot roadsides of the poorest counries in the world. For the Africans, the arrival of the Chinese is perhaps the most important event of the forty years of independence. The Chinese do not look like the former colonialists. They build roads, dams and hospitals and win over the people. They speak neither of democracy nor transparency and they win over the dictators. (…) These are rare images: Beijing wants to keep a low profile for its conquest. But though it remains largely unexposed these photographs portray a phenomenon and a new dimension that is not just a product of globalization, but is its ultimate realization.”

Tratto direttamente dal sito di Paolo Woods, sul suo progetto ‘Chinafrica’:

“Per placare la sua sete di petrolio, la sua fame di rame, uranio e legno, Pechino ha inviato le sue aziende di stato e suoi avventurosi imprenditori a conquistare l’Africa. Per i 500.000 cinesi che sono emigrati nel ‘continente nero’ c’è la promessa di un ‘Wild West’ del XXI secolo. Alcuni hanno fatto fortuna costruendo grandi conglomerati che si estendono su tutta la superficie africana, altri stanno ancora vendendo le loro merci a buon mercato sui bordi delle strade dei paesi più poveri del mondo. Per gli africani, l’arrivo dei cinesi è forse il più importante evento dei quaranta anni d’indipendenza. I cinesi non appaiono come gli ex colonialisti, costruiscono strade, dighe e ospedali e conquistano la gente. Essi non parlano né di democrazia né di trasparenza, conquistando anche i dittatori. (…) Queste immagini sono rare: Pechino vuole mantenere un basso profilo della sua conquista. Ma anche se in gran parte rimane nascosto, queste fotografie ritraggono un fenomeno e una nuova dimensione che non è solo un prodotto della globalizzazione, ma che è la sua realizzazione finale.”

 

All Images Copyright © Paolo Woods/INSTITUTE – Published with permission of the author.

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: