James Mollison

Born in Kenia in 1972. Grew up in England and currently lives in Venice.

Represented by Flatland Gallery
Commercial Representation by MAP

www.jamesmollison.com

 

James Mollison is an affirmed photographer. He worked for ‘Fabrica’ (Benetton’s creative laboratory) and has been published and exhibited in the most prestigious magazines and galleries of the world. Last year, he was back in the public eye with a beatutiful  project called “Where Children Sleep”. However, this is not what I want to talk about today, but a project published by Chris Boot back in 2004: “James & Other Apes”. Mollison, impressed by the expressive similarity between these animals and humans, decided to travel through Cameroon, The Democratic Republic of Congo, and Indonesia to make a series of close-up photos of ape faces, using the aesthetic of the passport photograph. His goal was to inferr the idea of identity. And how not to give him reason…I could link almost each one of these faces to people I know, or associate them with stereotipic characters we all have in mind. Identity is a very difficult theme to deepen into and I find that Mollison with this project, in the most unexpected and intelligent way, has been able to put everyone in the position to make themselves some questions about it.

James Mollison è un fotografo più che affermato. Ha lavorato per ‘Fabrica’ (il laboratorio creativo di Benetton) ed è stato pubblicato ed esposto dalle riviste e nelle gallerie più prestigiose del mondo. L’anno scorso le sue immagini sono tornate in mostra al grande pubblico con un bel progetto intitolato “Dove dormono i bambini”. Non è però di questo che voglio parlarvi oggi, bensì di un altro lavoro edito da Chris Boot nel 2004: “James & Other Apes” (James e altre scimmie). Mollison, colpito dall’enorme similitudine espressiva tra questi animali e noi uomini, decide di viaggiare attraverso il Camerun, la  Repubblica Democratica del Congo e l’Indonesia per realizzare una serie di ‘close-up’ dei loro volti, utilizzando l’estetica della foto-tessera, volendo in questo modo mantenere centrale una riflessione sull’identità. E come non dargli ragione…potrei quasi abbinare ognuno di questi volti a persone che conosco, oppure associarli a stereotipi caratteriali che tutti abbiamo in mente. Quello dell’identità è un tema molto difficile da affrontare e trovo che Mollison, nella maniera più inaspettata e intelligente, con questo progetto sia almeno stato capace di mettere ognuno di noi nella condizione di farsi un po’ di domande.

 

All images copyright © James Mollison

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